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IL LIEVITO DI BIRRA

Rapido ed efficace nel riequilibrare l'organismo messo a dura prova da un'alimentazione squilibrata. Ideale per rafforzare pelle, unghie e capelli. Storia 

Già nell'antichità si conoscevano le virtù del lievito di birra, e lo si usava contro le malattie epidemiche e come depurativo. Ricette a base di "fondo di birra" per conservare la salute e vivere a lungo sono state trovate nel celebre papiro Ebers, risalente al 3500 a.C. 

Cosa è
E' costituito da una colonia di funghi microscopici unicellulari, capaci di moltiplicarsi rapidamente. In commercio possiamo trovare vari tipi di lievito, ma non tutti rivestono il ruolo di integratori alimentari.

  • Lievito di birra secco. E'il lievito di birra a cui fare riferimento quando si vuole integrare la propria dieta. La colonia, allevata su malto (orzo germinato) viene essiccata con la liofilizzazione o al calore istantaneo, in modo da non alterare il contenuto vitaminico. Molti credono che il lievito per esplicare la sua attività benefica sull'organismo debba essere "vivo", come il lievito fresco da pane, ma non è vero: in ogni caso basterebbe la forte acidità gastrica per neutralizzare le colonie del lievito, che giungerebbero al nostro intestino comunque alterate.

Principi attivi
Il lievito di birra secco è ricco di proteine di ottimo livello (50 per cento), di carboidrati (30 per cento), e di pochissimi grassi. E' ricchissimo di vitamine del gruppo B, in particolare la B1 e la rara B12. Contiene sali minerali ed oligoelementi, tra cui potassio, calcio, fosforo, zinco, cromo, ferro selenio.

Azione terapeutica
Potente riequilibratore della flora batterica intestinale.
Agisce come epatoprotettore e depura l'organismo, eliminando gli effetti dell'autointossicazione.
Migliora lo stato della pelle, purificandola e rendendola luminosa; rafforza e favorisce la crescita di unghie e capelli.
E' un antiossidante e favorisce l'eliminazione delle sostanze cancerogene. 

Applicazioni
Integratore vitaminico e salino formidabile, è particolarmente indicato per i vegetariani, anche per la presenza della vitamina B12, rara nella dieta di chi consuma pochi cibi animali.
Alimento di bellezza per eccellenza, ideale per chi vuole migliorare lo stato di salute di pelle secca e capelli sfibrati.
Trova uso in quanti desiderino riequilibrare fegato ed intestino, in particolare dopo l'uso di antibiotici. 

Forme d'uso
La forma più gradevole è in scaglie, da aggiungere a minestre, riso e insalate. In commercio esistono compresse e bustine di lievito, che ne rendono pratica la regolare assunzione.

Conosciuto soprattutto per i suoi effetti benefici sulla pelle grassa e acneica il lievito di birra può in realtà essere utilizzato per molti altri scopi sia cosmetici che alimentari, oltre che terapeutici. Costituito da una colonia di funghi microscopici residuo della fermentazione della birra, ma presente anche sulla buccia di alcuni frutti, il lievito di birra è molto ricco di proteine e carboidrati, contiene pochissimi grassi ed è ricco di vitamine del gruppo B soprattutto B1 e B12, oltre che di sali minerali e di oligoelementi come potassio, calcio, fosforo, zinco, cromo, ferro, selenio. Grazie al contenuto di vitamine del gruppo B e di proteine è particolarmente indicato come integratore nelle diete vegetariane che possono risultare carenti di questi principi, mentre i sali minerali ne fanno un ottimo integratore nella dieta degli sportivi. Utile per riequilibrare la flora batterica intestinale, è quindi indicato in caso di colite e di stipsi e per depurare l’organismo. Come coadiuvante delle terapie mediche convenzionali può essere utile, tra l’altro, anche come disintossicante, come antianemico, grazie al suo contenuto di acido folico, e stimolante delle difese immunitarie. Come già accennato, è spesso utilizzato a fini cosmetici soprattutto per eliminare il sebo in eccesso dalla pelle grassa e tendente all’acne, ma è utile anche per purificare e rendere luminosa la pelle secca. Inoltre, sempre grazie al contenuto di vitamine del gruppo B, ha il potere di rinforzare unghie e capelli favorendone la crescita. Di norma si assume attraverso l’alimentazione ed è disponibile in diversi formati: compresse, tavolette, bustine, ma anche in piccoli dadi. E’ possibile quindi aggiungerlo, grattugiato o a scaglie, a cibi come minestre e insalate. Ovviamente non va utilizzato in caso di allergia ai lieviti ed è sconsigliato in caso di infezioni da Candida per la presenza di funghi. Infine, attenzione alle dosi giornaliere consigliate.

Alessandro DE DONNO                                               22/03/2014

 



448px-Ginkgo_biloba_SZ136IL GINKGO PUO' AIUTARE NEI CASI DI GLAUCOMA

il Ginkgo biloba può essere di notevole aiuto nei casi di glaucoma. E' infatti risaputo che il Ginkgo favorisce un maggior apporto di sangue al cervello. Alcuni ricercatori ritengono che possa aiutare in questo modo anche gli occhi.

Undici soggetti trattati con estratti di G. b. per due giorni (40mg, 3 volte al giorno) hanno mostrato un incremento della velocità del flusso nella principale arteria oculare. L' aumento è stato ottenuto senza alcun effetto collaterale. Questa è sicuramente una buona notizia per chiunque abbia problemi agli occhi dovuti ad una cattiva circolazione.

Il G. agisce interferendo con le capacità delle cellule del sangue di attaccarsi l'una all'altra. E funziona in particolar modo nei minuscoli vasi sanguigni conosciuti come capillari. In uno studio, il flusso sanguigno alle unghie delle dita della mano ha subìto un aumento del 57%.

Mentre può essere molto bello avere unghie che crescono bene, senza dubbio è preferibile vedere, pensare e ricordare meglio. Se queste ricerche sui benefici del G. per gli occhi otterranno ulteriori conferme, il Ginkgo biloba potrà avere un nuovo interessante ruolo da giocare nella salute delle estensioni del cervello quali lo sono gli occhi.
Fonte: Dr. PARISI  -         21/01/2014



logo"salus populi suprema lex esto"Cicerone,De Leg IV


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La nostra flotta è composta da AIR AMBULANCE Jet, in configurazione I.C.U. (Unità Cure Intensive), basati presso l'aeroporto di Milano Linate A.T.A.

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Il medico italiano e’ un burocrate? Confrontiamolo con quello britannico

Esistono sostanziali differenze tra il criterio sanitario all’Italiana, e quello all’inglese? Quali sono? Vediamole.

Non v’e’ ombra di dubbio, e anche il mio cane lo avrà compreso, che la Salute, e la sua gestione, non sono “beneficenza divina”, tutt’altro.

E’ senza “alcun” dubbio, prima di tutto, gestione del potere, che si esercita a differenti livelli, dal gradino piu’ basso di una scala di gerarchie –piu’ o meno visibili- all’apparente gradino piu’ alto: il Dicastero della Salute.

Nei gradini intermedi si trovano le burocrazie e le funzioni amministrative, quelle che, comprese le attivita’ sindacali, riescono a decidere per conto della politica, spesso sostituendosi ad essa. Gli scalini piu’ bassi -senza dubbio proprio l’ultimo- sono occupati dai medici. Di questi ce ne sono diverse tipologie. E proprio per questa grande diversificazione di funzioni, esistono tante rappresentanze sindacali, ognuna per ciascuna funzione operativa.

Basti pensare che ci sono medici ospedalieri, medici di pronto soccorso, medici di guardia medica, medici di funzione amministrativa, medici di base (famiglia?) ecc ecc. Ognuno di questi, a seconda del tipo di politica sanitaria, esprime lamentele, o nel caso, sta zitto soddisfatto. Per il momento, e’ sotto agitazione lo scalino basso dei poveri (si fa per dire) medici di famiglia, quelli di medicina generale convenzionata per intenderci. Motivo? Sono anni che non riescono a soddisfare le loro funzioni di medico, non visitano piu’, non ascoltano piu’. Tutto cio’, semplicemente per l’enorme, incredibile e assurdo carico di adempimenti burocratici ai quali sono sottoposti. Ma non solo. Una delle motivazioni profonde del disagio di questi medici nasce dall’esercizio della “specialistica”, facendo credere che essa garantisca meglio la salute del cittadino.

Cosa significa? Che se, ad esempio, si ha una determinata sintomatologia, il medico di famiglia, non visitera’ piu’, ma prescrivera’ una visita specialistica di merito, tipo cardiologica con elettroencefalogramma, e una ginecologica di controllo Pap Test. Insomma, il “povero” medico di famiglia, si ritrova a fare lo “smistacode”, piuttosto che il medico. Imbrigliato sempre di piu’ in pastoie burocratiche, si dimentica che quel paziente e’ prima di tutto un essere umano.

Un buon infermiere appositamente istruito, svolgerebbe altrettanto bene queste semplici funzioni. Considerando che un medico di famiglia costa al cittadino la bellezza di circa 6,5 mila euro al mese, direi che, facendo quattro calcoli, non e’ certo poco. Ma e’ pochissimo se considerato in rapporto alla vita che questi medici conducono. Si ritrovano incredibilmente imbrigliati in un Sistema Sanitario Nazionale che non gli consente di effettuare quanto di loro saggezza, e quindi non soddisfare la loro cultura, dopo anni di sacrifici e studio. Se consideriamo il sistema di arruolamento del medico di famiglia, e’ comprensibile che, chi arriva ad acquisire la mutua, e’ un quasi anziano, che ha passato almeno la media di 11 anni a fare guardie mediche e dormire con un occhio. Fino a quel momento vedeva casi clinici d’urgenza, e adesso finalmente si ritrova con un paziente tutto d’un pezzo, senza emergenze, ma con la difficolta’ di assumersi la responsabilita’. Quale? Quella di non sbagliare tipo di specialistica? Quella di non sbagliare “note”?

Il burocrate risponderebbe che questo criterio sanitario e’ “fatto” per dare al cittadino/utente, il massimo della perfezione e della conoscenza, e per essere “solidale”. Questo lo dice il burocrate, spesso un politico, messo li’ dal potente di turno, per “gestire”.

Noi, siamo convinti del contrario.

Dietro queste scelte, si cela l’ipocrisia di voler mantenere una Sanita’ che fa buchi economici da tutte le parti e che e’ un ricco “formaggio con i buchi”. Si desiderano mantenere costi elevatissimi, per poter gestire patrimoni economici che non riusciamo ad immaginare. Basti pensare che il nostro Belpaese e’ il primo in Europa per numero di prescrizioni di controlli radiografici. Perfino i tecnici di radiografia hanno lamentato questa anomalia…

Ma le prescrizioni sanitarie specialistiche, non si esauriscono qui.

Negli ospedali c’e’ una fila notevole -di mesi a volte- di utenti che necessitano di esami come ecografie, Pap test, ecc ecc. Se non vuoi attendere devi pagare, e se consideriamo i due semplici esami sopradetti, il bilancio della famiglia rischia di essere compromesso.

Ci vogliono far credere che questa Sanita’ Italiana sia “specialistica” e “solidale”, ma e’ vero soltanto il contrario: solidale lo e’ sicuramente ma con le imprese farmaceutiche.

Quali differenze con il medico inglese?

Prima di tutto la responsabilita’. Mandare una persona ad una visita specialistica immediatamente, ha un costo notevole, e fa bene soltanto alle burocrazie, non certo al cittadino. Non comprendiamo perche’ il medico di famiglia non possa “gestire” semplici radiografie, elettrocardiogrammi, Pap Test, esami di laboratorio, e tanti piccoli e facili, adempimenti che gli dovrebbero competere. Il medico inglese, invece, gestisce proprio tutto, dalla piccola chirurgia alla gestione del paziente scompensato, al controllo di una paziente in stato interessante, e ad innumerevoli ulteriori casi che in Italia sono trattati in ospedale.

Sarebbe bello, per un cittadino, contare su un professionista che, con la sua esperienza, lo prenda in cura come paziente in culla fino al paziente geriatrico.

Previo appuntamento telefonico, il paziente inglese, va dal suo medico di famiglia, e in un sol giorno esegue un controllo completo. Altrettanto accade anche nella paziente donna: i controlli al seno con l’ecografia effettuata dall’ecografista che si trova nello studio medico, il Pap test fatto dalla stessa infermiera dell’ambulatorio, fino al test col patologo associato e al controllo dello stato interessante.

Un iter piu’ semplice e super burocratizzato, che se serve per abbassare i costi dell’intera sanita’ inglese, abbassa anche i costi per la tasca del contribuente inglese.

Quanti di noi si affidano unicamente alle cure che il sistema sanitario fornisce? Pochi e soltanto in poche fortunate (ma non troppo) regioni d’Italia. Per il resto, se ci si vuole curare bene, bisogna pagare. E quindi si finisce per pagare due o tre volte, prima il Ssn, poi il privato e ancora il privato.

Di questo andazzo, ne guadagnano soltanto le multinazionali del farmaco, i potenti e le burocrazie, ma perdono, e di molto, i cittadini.

Inoltre, se fosse vero che il sistema sanitario italiano e’ solidale e cosi’ buono e bello, come certi politici si affannano a riferire sistematicamente, non comprendiamo perche’ proprio loro (Deputati e Senatori) abbiano un sistema proprio, tipo assicurativo all’americana, con un costo mensile per pagare un’assicurazione che copre ed offre il meglio che si possa avere dal sistema sanitario. Cercheremo di fare una indagine di quanto costa ogni mese questa assicurazione al Deputato, sperando di non scoprire che costerebbe un prezzo che molti di noi comuni mortali la vorrebbero sottoscrivere… senza poterlo mai fare.

Ciliegia sulla torta, e’ che il medico inglese non ha lo studio strapieno di “informazione scientifica”. Oltre la Manica questa figura professionale non esiste, ed il medico e’ informato sulle proprieta’ del farmaco, come delle sue funzioni, tramite Internet, anche perche’ ha un intero giorno, il mercoledi’, in cui non fa ambulatorio, ma deve, in collegamento con le universita’ e gli altri colleghi, approfondire tematiche sanitarie del momento, o semplicemente dedicare la giornata allo studio. Inoltre sempre il mercoledi’, puo’ seguire corsi di approfondimento (gratuiti del tutto) dove il medico si sceglie le aree di suo interesse, per le quali trovera’ docenti che esprimeranno e ripasseranno insieme a lui (ad esempio, potra’ seguire un corso intero di pediatria e/o un corso intero di ginecologia ed ostetricia).

Tutto cio’ e’ inimmaginabile in Italia, dove si recitano gli E.C.M. (Educazione Continua in Medicina), che non servono proprio a nulla.

Adesso, con la nuova finanziaria, si tenta di andare verso una strada piu’ sterile, facendo finta di voler controllare la spesa sanitaria, con le confezioni monodose in farmacia. Vi siete mai chiesti come mai l’italiano ha l’armadietto pieno di farmaci, che sovente andranno in scadenza nella pattumiera? Negli Usa il farmacista legge la ricetta del medico dell’assicurazione, che dopo aver fatto un accurato controllo generale del paziente gli avra’ prescritto 2 pillole al giorno per 5 giorni. Totale 10 pillole. Allora il farmacista confezionerà una pilloliera neutra, in plastica speciale, mettera’ una etichetta con il nome del farmaco (quello che in Italia adesso chiamano “generici“) e mettera’ soltanto 10 compresse. Nessuno spreco.

Ma non ci vengano a dire, che lo spreco sia questo!

Lo spreco e’ nella gestione, nelle burocrazie, nel sistema sanitario, creato per una solidarietà falsa ed ipocrita, che ha finito per curare soltanto chi puo’ economicamente permetterselo.

Quanti fortunati hanno avuto un medico di famiglia che abbia loro controllato sistematicamente la prostata?

(Fonte: Dr. Giuseppe PARISI)                                                         10 dicembre 2013







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